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La nutrizione degli alveari

In natura il 75% degli sciami che trovano una dimora muoiono di fame il primo anno di vita.

La nutrizione degli alveari non è una cosa da prendere alla leggera. Qualità e quantità della nutrizione ci pongono di fronte a scelte fondamentali. Ricerche in questo campo portano a considerare che se le api si nutrono di miele possono vivere un certo numero di giorni, se si nutrono di saccarosio vivono la metà dei giorni e se si nutrono di fruttosio, vivono la metà della metà dei giorni rispetto al miele.

La gestione dei nidi deve essere considerata anche alla luce di queste evidenze.

La nutrizione delle api tramite fruttosio potrebbe poi inibire la reazione dei genomi predisposti alla capacità di difesa dai veleni che esistono in natura, ma anche dai pesticidi.

C’è poi il problema che la nutrizione può facilmente finire nel miele raccolto, con ulteriori complicazioni anche legali.

Dettori Angelo ne parlerà mercoledì 21 marzo alle 20,30, via Bidente 1 a Rimini.

Incontro gratuito per i soci in regola.

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per un’apicoltura amica delle api

mercoledì 14 marzo alle ore 20,30 si svolgerà un incontro con MARCO VALENTINI sul tema : apicoltura naturale e amica delle api

Spesso si legge che l’apicoltura è un lavoro ecologico e rispettoso dell’ambiente, ma è proprio vero?

A vedere le tonnellate di polistirolo utilizzate dalla categoria non si direbbe. Non parliamo poi delle sostanze chimiche utilizzate nella lotta alla varroa (e per fortuna che oggi sono sempre meno usate perché quelle naturali funzionano meglio). E quelli che tolgono tutto il miele dal nido e lo sostituiscono con succedanei? Ma poi quanto rispettiamo le nostre api , noi che ci eleggiamo paladini dell’ambiente e della biodiversità? Quello che fa la differenza non è il mestiere ma chi lo fa, quali scelte compie, che tipo di apicoltura sceglie di seguire, la scelta fra una gestione convenzionale o una gestione biologica, la scelta di non sporcare l’ambiente.

Con Marco Valentini parleremo di un’apicoltura che sia veramente rispettosa dell’ambiente e di un atteggiamento che sia amico delle api

Prossimi incontri:

mercoledì 21 marzo alle ore 20,30; incontro con ANGELO DETTORI sul tema: nutrizione degli alveari, come farla senza fare danni

mercoledì 28 marzo alle ore 20,30; incontro con AMANDA DETTORI sul tema: la cristallizzazione del miele

Gli incontri si svolgeranno nella sala del quartiere del villaggio 1° maggio, in via Bidente 1, Rimini

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Limitare il furto di alveari

Il furto di alveari è diventato un problema importante. Grazie ai governi che uno dopo l’altro hanno depenalizzato l’abigeato, gli apicoltori si trovano a dover prendere precauzioni contro i furti e spesso si trovano da soli ad affrontare il problema.

La tecnologia può aiutarci ad evitare notti insonni. L’offerta è molto ampia, abbiamo contattato oltre ad una decina di aziende distributrici di sistemi antifurto per arnie.

BEEGUARD è una delle aziende più importanti in Europa nella produzione di sistemi antifurto e bilance per gli alveari .

Giovedì 8 febbraio alle ore 19,

presso la sala del centro sociale di  Grotta Rossa in via della Lontra 40,

la rappresentante per l’Italia di BeeGuard, Roberta Balzano, ci illustrerà il funzionamento e il costo dei dispositivi.

Incontro aperto a tutti.

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Monitoraggio varroa 2017

Anche quest’anno l’Associazione ha offerto ai soci il SERVIZIO DI MONITORAGGIO della varroa .

Il servizio di monitoraggio consiste di un controllo nell’azienda del socio, di un tecnico apistico il quale ha effettuato il test dello zucchero a velo su 8 alveari e il prelievo di circa 50/100 api per apiario.

L’esperienza dello scorso anno ha funzionato meglio delle più rosee aspettative permettendo di calibrare i trattamenti ed evitare interventi inutili o non necessari e ha permesso a molti apicoltori di intervenire al momento giusto.

Quest’anno ci ha permesso di rimandare i trattamenti, in considerazione del fatto che le varroe viste sulle api in realtà non costituivano un pericolo immediato per gli alveari al momento del test.

Quest’anno sono state prelevate anche un numero di api (50/100) ad apiario al fine di individuare lo stato di ibridismo nel nostro territorio.

La ricerca di virus e nosema , in uno stato sanitario soddisfacente ci è stato sconsigliato da tutti i ricercatori interpellati.

Lo stato dell’ibridismo è importante perchè purtroppo per moda ed egoismo diversi apicoltori hanno deciso sulla pelle di tutti gli altri, di inserire regine di specie ibrida negli alveari con l’illusione di risolvere i problemi di bassa produzione. Questo fatto è molto grave perché la loro riproduzione fuori controllo (in caso di sciamatura e con la dispersione dei fuchi) possono dare luogo al manifestarsi di forte aggressività da parte delle api.

Con il mutare del clima l’utilizzo di un ecotipo locale risulta essere maggiormente importante.

Questa estate, in presenza di forte siccità, gli ecotipi locali hanno reagito interrompendo la deposizione e il volo. Questo ed ha permesso alle api  di allungare il periodo di vita adulta , fino alle prime gocce di pioggia cadute in settembre e alla importazione del polline.

Sottospecie provenienti da allevamenti che prediligono una deposizione continua in ogni stagione, hanno costretto gli apicoltori ad una nutrizione di sostegno prolungata e costosa.