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Limitare il furto di alveari

Il furto di alveari è diventato un problema importante. Grazie ai governi che uno dopo l’altro hanno depenalizzato l’abigeato, gli apicoltori si trovano a dover prendere precauzioni contro i furti e spesso si trovano da soli ad affrontare il problema.

La tecnologia può aiutarci ad evitare notti insonni. L’offerta è molto ampia, abbiamo contattato oltre ad una decina di aziende distributrici di sistemi antifurto per arnie.

BEEGUARD è una delle aziende più importanti in Europa nella produzione di sistemi antifurto e bilance per gli alveari .

Giovedì 8 febbraio alle ore 19,

presso la sala del centro sociale di  Grotta Rossa in via della Lontra 40,

la rappresentante per l’Italia di BeeGuard, Roberta Balzano, ci illustrerà il funzionamento e il costo dei dispositivi.

Incontro aperto a tutti.

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nuovi metodi di controllo della varroa

Giovanni Guido è un’apicoltore di professione, ma è anche un veterinario e coordinatore del CRT il centro di referenze tecniche per l’apicoltura. Ci spiegherà i nuovi metodi di controllo della varroa basati sulla divisione delle famiglie tramite diaframma, metodi semplici e molto meno impegnativi della messa a sciame e ci aggiornerà sulle varie tecniche di controllo.
Sabato 2 dicembre, ALLE ORE 16,00 presso la sala del quartiere Grotta Rossa in via del lupo 2. Rimini

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Luca bonizzoni, racconta

Luca Bonizzoni è un’apicoltore Lombardo professionista. Ha un’importante azienda in lombardia, produce miele, api regine e sciami e pacchi d’ape, ha una base in Sardegna per anticipare le produzioni. Ci racconterà come conduce la sua azienda.

Giovedì 23 novembre alle 20,30. Sala quartiere n.5 Celle, via XXIII settembre 124, Rimini

A fianco alla coop , indicazioni stradali qui

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Monitoraggio varroa 2017

Anche quest’anno l’Associazione ha offerto ai soci il SERVIZIO DI MONITORAGGIO della varroa .

Il servizio di monitoraggio consiste di un controllo nell’azienda del socio, di un tecnico apistico il quale ha effettuato il test dello zucchero a velo su 8 alveari e il prelievo di circa 50/100 api per apiario.

L’esperienza dello scorso anno ha funzionato meglio delle più rosee aspettative permettendo di calibrare i trattamenti ed evitare interventi inutili o non necessari e ha permesso a molti apicoltori di intervenire al momento giusto.

Quest’anno ci ha permesso di rimandare i trattamenti, in considerazione del fatto che le varroe viste sulle api in realtà non costituivano un pericolo immediato per gli alveari al momento del test.

Quest’anno sono state prelevate anche un numero di api (50/100) ad apiario al fine di individuare lo stato di ibridismo nel nostro territorio.

La ricerca di virus e nosema , in uno stato sanitario soddisfacente ci è stato sconsigliato da tutti i ricercatori interpellati.

Lo stato dell’ibridismo è importante perchè purtroppo per moda ed egoismo diversi apicoltori hanno deciso sulla pelle di tutti gli altri, di inserire regine di specie ibrida negli alveari con l’illusione di risolvere i problemi di bassa produzione. Questo fatto è molto grave perché la loro riproduzione fuori controllo (in caso di sciamatura e con la dispersione dei fuchi) possono dare luogo al manifestarsi di forte aggressività da parte delle api.

Con il mutare del clima l’utilizzo di un ecotipo locale risulta essere maggiormente importante.

Questa estate, in presenza di forte siccità, gli ecotipi locali hanno reagito interrompendo la deposizione e il volo. Questo ed ha permesso alle api  di allungare il periodo di vita adulta , fino alle prime gocce di pioggia cadute in settembre e alla importazione del polline.

Sottospecie provenienti da allevamenti che prediligono una deposizione continua in ogni stagione, hanno costretto gli apicoltori ad una nutrizione di sostegno prolungata e costosa.